Aspetti pedagogici della propedeutica musicale (parte seconda)


Gordon fa un parallelo tra lingua e musica: le competenze linguistiche vengono sviluppate attraverso l’acquisizione di quelli che lui chiama “cinque vocabolari”: ascoltato, parlato, pensato, letto e scritto. I primi tre vocabolari vengono appresi (non in modo esaustivo, ma quel tanto che basta affinché il bambino sia un buon produttore di discorsi) in modo informale, semplicemente ascoltando le persone a lui familiari

I genitori, i fratelli e le sorelle e i suoi pari di età sono i migliori insegnanti che il bambino ha a disposizione per ricevere un’educazione precoce[1].

Il vocabolario ascoltato è la base di quelli che seguono: se debole (quindi, se il bambino non viene esposto all’ascolto della lingua parlata) ci si potrà aspettare che le capacità di parlare, pensare, leggere e scrivere saranno deboli anch’esse.

Lo stesso vale per la musica: se nella prima infanzia manca “l’ascolto” l’avvicinamento alla musica nei primi cinque anni di età, il vocabolario ascoltato sarà debole e, di conseguenza, il bambino che volesse, per esempio, suonare uno strumento, farà più fatica rispetto al bambino che ha avuto modo di sviluppare in modo proficuo la parte dell’ascolto attivo.

In relazione a ciò, Gordon parla dell’“attitudine musicale”, ossia la propensione, la possibilità interiore innata di ciascuno di noi ad apprendere la musica, influenzata dal contesto di vita relazionale.

Il livello presente alla nascita muta nel corso del tempo grazie all’influenza dell’ambiente. Ma questo solo nei primi anni di vita: l’effetto prodotto da un ambiente musicale fertile sull’attitudine musicale del bambino diminuisce in maniera direttamente proporzionale alla sua età…una volta che il bambino ha raggiunto i nove anni di età circa, l’ambiente, anche se di qualità musicale estremamente elevata, non incide più sul suo livello di attitudine[2]

Gordon paragona l’attitudine musicale al seme di una pianta: il seme ha in sé alcune potenzialità di crescita, ma ha bisogno di un ambiente accogliente, ricco e, in generale, adatto perché il seme germogli esprimendo, così, le proprie potenzialità.

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Note:

[1] E. E. Gordon “L’arte dell’educazione musicale per la prima infanzia”, (da pag. 7 a 12) pag. 7, in S. Biferale (a cura di) Il Bambino e la Musica – l’educazione musicale secondo la Music Learning Theory di Edwin E. Gordon, ed. Curci, 2010, Milano

[2] E.E. Gordon L’apprendimento musicale del bambino dalla nascita all’età prescolare, ed. Curci, Milano, 2006, pag.21

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