I BAMBINI ESPLORATORI DEL MONDO


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Se osserviamo i nostri bambini piccoli, alle prime prese con l’esplorazione del mondo, possiamo notare che tutto li incuriosisce: guardano, osservano, tastano e, persino, “assaggiano” tutto (cosa che può far piacere alle mamme e ai papà se si tratta di pappa, oppure può far preoccupare se si tratta di ciò che il piccolo trova a terra!)

In pratica, il bambino esplora con tutto il suo corpo.

Molti sono stati gli studiosi che hanno osservato questo comportamento nei bambini e ne hanno ricavato metodi da proporre ai piccoli per un’esplorazione sicura del mondo affiancati dall’adulto di riferimento: per esempio Goldschmied con i suoi cestini dei tesori, propone ai bambini di osservare e sperimentare molti oggetti presenti in un grosso cesto, avendo modo di condividerli, osservarli insieme; gli oggetti non sono casuali: non si tratta di giocattoli, ma oggetti della quotidianità, facili da maneggiare per bambini che non sanno camminare, ma che possono muoversi autonomamente avendo ciò che occorre a portata di mano. Questo piccolo esercizio esplorativo consente al bambino di accrescere il proprio campo esperienziale e, di conseguenza, le proprie conoscenze.

La teoria di riferimento è quella di Piaget, che suddivide lo sviluppo psicofisico dei bambini in stadi evolutivi. Lo stadio dell’esplorazione con tutto il corpo è tipico del così detto III stadio (4-8 mesi) durante il quale lo psicologo osserva che il gioco si estende dal proprio corpo (il bambino che esplora se stesso giocando con le proprie mani e i propri piedi considerati come oggetti esterni a sé) agli oggetti più lontani, ma raggiungibili. Poi, si evolve: a 9 mesi il bambino afferra l’oggetto più vicino, lo porta alla bocca, lo fa muovere usando i pochi modelli d’azione a lui noti; verso i 12 mesi l’esplorazione precede ogni tipo di azione, l’oggetto non ha ancora una propria permanenza (se la mamma lo nasconde l’oggetto non esiste più!), ma esiste in funzione delle azioni che il bambino può fare con esso; intorno ai 15 mesi compaiono le prime classificazioni significative in cui gli oggetti vengono categorizzati a seconda del loro valore d’uso (cucchiaio, bicchierino, seggiolone = è ora di pranzo!); dopo i 15 mesi si può notare una trasformazione: il bambino inizia a dare un significato non letterale agli oggetti (la spazzola viene usata come telefono), appare cioè il gioco simbolico.

 

Continua a leggere l’articolo su http://www.mammatime.it/i-bambini-esploratori-mondo/

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