UN’AMICIZIA PARTICOLARE


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Una forma particolare di amicizia è quella che può instaurarsi tra bambini e animali.

L’inizio di questa amicizia nasce da una scelta ben precisa da parte della famiglia: prendere o meno un animale domestico (con animale domestico intendo tutti i gli animali che si possono tenere in casa, ma anche, per esempio, i cavalli con i quali si può entrare in contatto portando i bambini a equitazione).

 

Scegliere di avvicinare i bambini agli animali domestici ha un valore molto preciso nella crescita dei nostri piccoli: oltre a creare le condizione perfette per un vero e proprio legame di amicizia, sviluppando la sensibilità, il rispetto per l’altro, il sentirsi amati e l’amare qualcuno non incondizionatamente (come avviene verso i genitori), ma per scelta (come avviene tra amici), si sensibilizza il bambino al valore della diversità, all’importanza di prendersi cura di un altro essere, al cercare di capire i bisogni sottesi dell’altro.

 

Analizziamo un punto alla volta.

 

  • Scegliere insieme

È importante che la famiglia decida consapevolmente se prendere o meno un animale.

È fondamentale che tale decisione non avvenga per assecondare un capriccio da parte del bambino: si tratta di un essere vivente che necessita di attenzioni, cure e affetto per tutto il corso della sua vita, non è, quindi, una decisione da prendere con leggerezza.

È poi necessario capire quali animali sono più adatti: stare attenti ad eventuali allergie (se il bambino o un membro della famiglia è entrato in contatto con qualche animale e ha manifestato qualche sintomo allergico evitiamo quell’animale! Può essere che si scopra solo in un secondo momento l’allergia: prendiamo precauzioni affinché nessuno stia male), paure (se noto che il mio bambino mostra paura ogni volta che vede un gatto, magari evito di portargli un gatto in casa! Può essere che abbia paura dei gatti perché semplicemente non li conosce, o può essere che sia una fobia legata all’irrazionalità e, molto spesso, collegata un proprio vissuto inconscio…noi non siamo psicologi e, ricordiamo, che l’esperienza di possedere un animale domestico deve essere piacevole per tutti! Evitiamo disagi inutili! Notiamo che ha paura del gatto? Proviamo andare al negozio di animali e vediamo come si comporta con un cricetino! Non obblighiamolo a fargli amare i gatti per forza “perché tanto non ti fanno niente!”), dimensioni (anche in relazione allo spazio a disposizione: se vivo in un monolocale eviterò di prendere un pastore tedesco!), possibilità economiche (per esempio un cavallo è molto più costoso da mantenere di un cane; un pesce rosso è molto meno costoso di un criceto, ecc. Non abbandoniamo gli animali che non possiamo mantenere! Riflettiamo prima di prenderli).

 

  • Amicizia

L’animale domestico non è solo un essere “altro” che viene a vivere a casa nostra: diventa un membro della famiglia. Le cure, le attenzioni che noi diamo all’animale aiutano a rafforzare il legame quasi di parentela con esso. Inoltre, noi, da esseri umani, cerchiamo in tutti i modi di leggere nei comportamenti animali gli stessi schemi d’azione di quelli umani: forse sono solo comportamenti istintivi (il pesce rosso che viene a “baciare il dito” in superficie dell’acqua…in realtà crede sia cibo e cerca di mangiare). Se la parte razionale del nostro cervello ci dice “è solo una risposta istintiva a uno stimolo esterno perché, sappiamo, gli animali ragionano (non è vero che non ragionano) in modo totalmente diverso da noi umani”, lasciamo, invece, che la parte irrazionale prevarichi! Diciamoci “sì, il pesce ci sta baciando il dito perché ci vuole bene”: questo ci aiuterà a instaurare un legame migliore con i nostri animali, tanto da considerarli amici veri e propri, il che consentirà a tutti di vivere meglio, in quanto noi ci sentiremo appagati affettivamente (ci sentiremo amati, meno soli, ecc.) loro riceveranno cure migliori.

 

Per i bambini il binomio “cura- comportamento di affetto da parte dell’animale” è fondamentale per il suo sviluppo psicofisico: impara, in questo modo, una serie di aspetti che lo aiuteranno a crescere bene e che potrà applicare in ogni ambito della sua vita relazionale, ad esempio:

  • “ogni comportamento ha una sua conseguenza”, so che se ti do fastidio me lo fai capire (ad esempio mi ringhi contro se ti tocco mentre mangi)
  • Io e te siamo diversi, ma ci accettiamo
  • Io e te siamo diversi, ma cerchiamo di capirci
  • Io e te non “parliamo” allo stesso modo, ma troviamo un linguaggio di gesti e sguardi o semplici suoni per capirci, riuscendo, così, a rispondere l’uno alle esigenze dell’altro
  • Io ti osservo e cerco di capire di cosa hai bisogno e quale messaggio mi vuoi mandare
  • Io ti rispetto
  • Affetto

Si instaurano veri e propri legami d’affetto tra umani e animali. Per il bambino questo aspetto è molto importante, in quanto anche l’animale rientrerà nella sua rete relazionale.

 

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Questi schemi riassumono la teoria dello psicologo Bronfenbrenner[1], che ci parla della vita di ognuno di noi come una serie di relazione tra “sistemi”, cioè di insiemi relazionali che vanno ad allargarsi, a intricarsi, a collegarsi man mano che si cresce. Partendo dalla relazione che il bambino ha con se stesso alla nascita, le relazioni si allargano passando per la famiglia, gli amici, i compagni di scuola, i colleghi di università, di lavoro, professionisti di vario genere, gli uffici, il sistema, ecc.

 

Concentrandoci su quello che Bronfenbrenner chiama “microsistema”, il bambino instaura relazioni con se stesso, con la famiglia e i parenti, con gli amichetti…ma anche con gli animali domestici! Anche gli animali rientrano in questo microsistema relazionale e, con essi, il bambino instaura una relazione vera e propria che comprende (al pari della relazione con la famiglia e gli amici) sentimenti.

 

Sentimenti complessi e legami relazionali con gli amici animali: il bambino impara a riconoscere, affrontare, gestire tutta una serie di emozioni che, altrimenti, non avrebbe modo di apprendere così rapidamente e, semplicemente, stando a casa sua (senza un animale domestico li imparerebbe comunque, ma magari in tempi più dilatati, fuori casa, con persone e, quindi, con sentimenti ancora più complessi e dinamiche relazionali ancora più difficili).

 

Osservando il proprio animale domestico, il bambino impara a riconoscere un’altra figura diversa da sé, senziente, pensante, con i propri ritmi vitali, con i propri bisogni, da accudire…e con un ciclo di vita diverso da quello umano.

Con l’animale, abbiamo detto e ripetuto molte volte e in queste righe, sviluppiamo una autentica relazione di cura, di amicizia e di affetto, frutto di una scelta consapevole, perciò si parla di sentimenti condizionati. Ma, ahimè, generalmente, i nostri animali domestici vivono meno a lungo di noi umani (un cavallo vive molti anni, ma si parla comunque meno di un ciclo di vita umano). Gli animali ci insegnano che non siamo illimitati sulla Terra, che una vita ha inizio, si sviluppa e, in fine, termina. Ma ci insegnano anche che, qualunque sia il tempo di ognuno di noi, la nostra vita può continuare nei ricordi di chi ci è stato vicino. Il bambino non dimenticherà mai il suo cane, gatto, pesce rosso che sia. Magari il ricordo andrà affievolendosi nel tempo…purtroppo la memoria è fatta così, ma il bambino (diventato adulto) avrà “nodi” acquisiti nella propria “rete” di saperi grazie al suo animale domestico: avrà le basi per relazionarsi con la diversità, accettare la diversità! Avrà le basi per accudire un altro essere! Avrà la base ben salda per capire quanto sia importante la relazione con l’altro. E molto altro ancora.

 

Come detto in altri post, la relazione umano-umano è cara e preziosa che ci permette di crescere, acquisire conoscenze, evolverci come persone per affrontare al meglio la vita accompagnati da numerosi compagni di viaggio. Ma molto importante è anche la relazione uomo-animale, cioè con un altro tipo di compagno di viaggio.

 

Visita il sitohttp://bagigio.psicologia-utile.it/index.php?option=com_content&view=category&layout=blog&id=10&Itemid=123

__________

Note:

[1] Bronfenbrenner, con il suo modello ecologico, intende l’ambiente di sviluppo del bambino come una serie di cerchi concentrici, legati tra loro da relazioni.

-Il Microsistema è un modello di attività, ruoli e relazioni che favoriscono il coinvolgimento di relazioni via via sempre più complesse.

-Il Mesosistema, relazione tra gli ambienti di sviluppo prossimale, cioè il rapporto tra scuola, famiglia, gruppi dei pari.

-L’Esosistema si riferisce a situazioni in cui il soggetto non è direttamente coinvolto, ma da cui viene comunque influenzato.

-Il Macrosistema, infine, costituisce la situazione culturale complessiva in cui sono inseriti i precedenti sistemi.

Introduce il concetto di “famiglie”, al plurale, volendo in questo modo problematizzare i cambiamenti culturali e sociali in atto: infatti, la sua è una teoria ecodinamica (movimento dell’ambiente, che possiamo definire un cambiamento della società).

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