Riflessioni su una vacanza…musicale!


 

Si è appena conclusa la vacanza musicale della Scuola di Musica Dedalo a Druogno: una settimana intensa per tutti, ragazzi, bambini, insegnanti, medici e animatori.

Quante cose sono successe e mi hanno fatto riflettere!

Innanzitutto, mi ha colpito la differenza di età tra i partecipanti: gli studenti di musica andavano dai 7 ai 18 anni. Gli insegnanti, i medici e gli animatori dai 25 in su. Poi c’erano due piccole mascotte di 3 anni, figlie di due delle insegnanti.

Ma una cosa è certa: attorno a ciascuno di noi si era creata una rete di relazioni e di “protezione”.

Leggi l’articolo su http://isa-voi.blogspot.it/2014/07/gocce-di-pedagogiadella-dottssa-anna.html#more

Grandi e piccoli erano insieme a condividere un’esperienza, i grandi stavano attenti ai piccoli e i piccoli seguivano i grandi sia nei comportamenti sia nei ragionamenti, in molti casi. La differenza d’età, pur essendo così importante, veniva quasi annullata proprio grazie alla costruzione di questa rete magica in cui ciascuno era un nodo alla pari con gli altri: si giocava, si suonava, si chiacchierava insieme. Chi aveva bisogno poteva chiedere aiuto liberamente a chiunque, certo di un riscontro positivo. Si condividevano risate, pianti, disagi, tempo, obiettivi, passione per la musica. Ci si confortava, ci si ascoltava, a volte si litigava, si stabilivano patti e regole per vivere bene insieme.

I momenti formativi, ovviamente, non mancavano; dalle lezioni di musica d’insieme per tutti (anche i pianisti hanno suonato in orchestra o in complesso) i ragazzi hanno potuto imparare ad eseguire brani di ogni genere: da danze medievali e popolari a famose arie pucciniane e brani jazz. Ma oltre alla musica, con l’orchestra o il gruppo si impara ad ascoltarsi: se non ci si ascolta non si suona bene, se non ci si scambia un’occhiata di intesa e molto comunicativa, il risultato sarà pessimo. A sostengo di ciò c’è il direttore che ha il compito di raccogliere questi sguardi e aiutare la comunicazione. Si può dire sia una sorta di mediatore tra la musica, i musicisti e il pubblico. Se si parla di gruppo jazz, il direttore non c’è e mediatori sono gli stessi musicisti. Un ruolo molto importante lo ricoprono il batterista e il bassista che hanno il compito di sostenere ritmicamente tutti gli altri componenti del gruppo che propongono la melodia principale. Ecco che musica è anche formare all’ascolto e alla comunicazione non verbale fatta di sguardi e cenni d’intesa al fine di capirsi e ottenere un ottimo risultato: migliore è la comunicazione tra i musicisti, migliore sarà l’esecuzione del brano.

Durante la vacanza, oltre a suonare, ci si è potuti sperimentare con attività artistiche diverse: disegni, colori, assemblaggi polimaterici creativi erano proposti tutti i giorni, in modo tale che chi finiva le prove, o tra una prova e l’altra, avesse modo di rilassarsi…creativamente! Anche quest’occasione aveva, oltre allo scopo ricreativo, uno scopo formativo: stimolare la creatività significa migliorare le capacità di problem solving, provando, riprovando e “buttandosi” nella sperimentazione dei materiali proposti per trovare soluzioni creative ai problemi che man mano si riscontravano. Inoltre, ognuno aveva la possibilità di aiutare i compagni e farsi aiutare dai compagni, in un vero e proprio tutoring tra pari. Tra colori e chili di scotch c’era la possibilità di chiacchierare e conoscersi meglio, scoprendo cose in comune o differenze interessanti, creando nuove amicizie e, in ogni caso, rafforzando la rete sopra citata.

Giochi di gruppo spontanei o organizzati coronavano quanto appena descritto.

Tutto ciò si accompagnava alla quotidianità: gli orari differenziati per età per andare a letto, la messa a letto dei più piccoli ad opera degli animatori e degli insegnanti, controllare che tutti si lavassero (cosa non da poco!), che tutti stessero bene e, nel caso, chiamare uno dei medici presenti, andare in bagno (un’impresa se bisogna trovare il momento giusto!), le docce allaganti, i phon, i momenti di nulla, il corso di big-bubble, la musica ad altissimo volume durante festini improvvisati nelle camere, canzoni, balli, confidenze nelle ore notturne “oltre l’orario consentito”, il risveglio, la colazione ,  i budini molli, una serie di racconti fantastici, stupidi ma molto divertenti da parte dei ragazzi (e non solo)…e molto molto altro!

 

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