LA MATTINA DEL 27 NOVEMBRE: UNA MATTINA COME ALTRE?


Una mattina come tante alla piccola scuola di paese per metà scuola dell’infanzia e per metà asilo nido. Anzi! Anche più tranquilla…il freddo e la pioggia fanno venire la febbre a molti bambini e le classi si svuotano.

Per i bambini era arrivata l’ora della merenda e si sono tutti fiondati in mensa. Tre soli bambini, invece, non avrebbero fatto merenda e, perciò, erano rimasti in classe con la maestra a giocare tranquilli e a guardare i libretti colorati e pieni di figure, tutti seduti per terra.

Suona il campanello della scuola e dalla classe i tre bimbi e la maestra potevano vedere benissimo la porta di ingresso aprirsi: una serie di figure altissime, scure, con strisce rosse ai lati delle gambe entrano nel piccolo atrio della scuola, guardano nella classe dove i bimbi stavano spalancando gli occhi verso gli strani personaggi. Un bambino si spaventa a tal punto da scappare dalla classe urlando e piangendo inconsolabile, costringendo la maestra a rincorrerlo e prenderlo in braccio per riportarlo dentro.

Oltre ai neri e rossi, però, era arrivata un’altra persona: urlava, piangeva, si dibatteva agitatissima.

“Ridatemi mio figlio!! Io non me ne vado senza di lui! So che ce l’avete voi! Ridatemelo!”

La maestra chiude pietosamente la porta, per limitare lo spavento dei suoi 3 piccoli. Le maestre in mensa, intanto, distraggono i piccoli, per evitare che le urla possano agitarli. Le collaboratrici scolastiche cercano di mediare la situazione, l’educatrice del nido fa chiamate a destra e a manca. Ma le urla di quella mamma continuavano a sentirsi e sempre più forti. Vocioni di uomini concitate cercano di calmarla, con scarso risultato.

Da dentro la classe si potevano sentire stralci di conversazioni: “assistenti sociali….ridatemi mio figlio!….accompagnatela fuori!…bambino di 8 mesi….oddio sta cercando di scavalcare il cancello!”

Bom! La giornata è completamente ribaltata per tutti: ora le routine della scuola sono state scombinate. I carabinieri controllano gli ingressi, i genitori devono entrare a gruppi a prendere i loro piccoli per evitare che il cancello venga aperto troppo frequentemente con il rischio di una fuga verso l’interno della donna. Le uscite delle maestre devono venire segnalate dalla finestra, la maestra esce e il carabiniere apre il cancello velocemente schiacciando la donna contro il muro. I bambini guardano fuori dalla finestra incuriositi, alcuni spaventati, i passanti non capiscono: cosa ci fanno dieci carabinieri e un’ambulanza davanti alla scuola? Arrivano anche i vigili. La donna imperterrita rimane piantonata lì davanti al cancello. Nulla può smuoverla dalla sua posizione: una giornata iniziata come tante altre, accompagnando il bimbo di soli 8 mesi all’asilo nido si è conclusa che il bambino non si sa dove sia, in mano alle assistenti sociali per non si sa ancora quale motivo.

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