C’ERA UNA VOLTA UNA MAESTRA, C’ERA UNA VOLTA UNA BAMBINA


C’era una volta una maestra che si ritrovò ad affrontare una situazione con le sue colleghe che proverò a raccontare.

C’era una volta una bambina carina e intelligente che però a volte cambiava il suo bel faccino in una maschera irriconoscibile:
serravava la mascella,  sgranava gli occhi e a volte mostrava i denti, urlava e…picchiava. Sì,  picchiava violentemente mostrando una forza inaspettata per una bambina di 5 anni magra e in apparenza non particolarmente forzuta: cercava di divincolarsi,  poi, dalle salde braccia della maestra che a fatica riusciva a tenerla.

La maestra interveniva a sedare questi attacchi di violenza per limitare i danni e presto si accorse che il cuore della bambina batteva fortissimamente, sembrava esplodere e a fatica si calma va anche con il più caldo degli abbracci.

Un giorno, dopo uno di questi attacchi, la bambina scappò dalla classe rifugiandosi in bagno. La maestra la seguì e si sedette accanto a lei. La piccola cominciò,  così, a raccontarsi e provare a spiegare di quella forte emozione che si sentiva salire dal di dentro, paragonandola ad immagini fantastiche per aiutarsi meglio ad esprimere questo concetto così complesso che le parole non potevano descrivere.

Cosa fare? Venne convocata la psicologa, si fecero riunioni con i genitori, si provò ad attuare una linea “dura”, una “morbida”, una “via di mezzo” con la bimba, ma nulla sembrava funzionare. E intanto la piccola continuava a raccontarsi.

Gli attacchi continuavano ad aumentare, i bambini con i lividi aumentavano così come la preoccupazione di tutti i genitori,  molti bimbi, invece, si spaventavano al solo a sentirla urlare, molti la evitavano, molti erano contenti quando era assente.

Cosa fare? La maestra e le sue colleghe sanno solo che devono proteggere tutti i bambini e stare vicine alla piccola, provando ad aiutarla con tutti i mezzi.

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