Babywearing


L’esplorazione dell’ignoto mondo esterno può avvenire solo se il bambino sente di poter avere una base sicura a cui tornare in ogni momento e ogni volta ne senta il bisogno se, per esempio, si sente in un qualche modo minacciato o spaventato o semplicemente vuole condividere una scoperta.

Il rimando doveroso è agli studi di Bowlby[1] sull’attaccamento e allo sviluppo della Strange Situation a cura di Ainsworth.

Tali studi mostrano quanto stretto sia il legame tra esplorazione dell’ambiente da parte del bambino – presenza di una base sicura di riferimento (denominato caregiver, cioè colui che si prende cura del piccolo, che può essere la mamma o chi fa per lei o qualunque adulto significativo per il bambino, come ad esempio i nonni, l’educatore del nido ecc.).

Il tipo di “presenza” del caregiver che si pone in relazione con il bambino è stata definita “stile di attaccamento” e tale stile può essere:

  • sicuro
  • insicuro evitante
  • insicuro ambivalente
  • disorganizzato

L’esplorazione sicura del mondo, senza eccessive ansie è tipica all’interno dello stile sicuro di attaccamento bambino – caregiver. Negli altri casi l’esplorazione sicura dell’ambiente può risultare poco efficace, di scarso interesse o compromessa o (nello stile disorganizzato) quasi del tutto assente.

 Ma la costruzione della base sicura quando comincia?

Dopo la nascita il contatto fisico tra caregiver e bambino è fondamentale nella costruzione di tale relazione: per quanto concerne l’accudimento “pratico” del bambino (pensiamo all’allattamento, al cambio, all’igiene, ecc.), è necessario e non può essere differente da così che il bambino entri in contatto fisico con la madre, ma tenere in costante contatto, stretto al corpo della madre il bambino ha origini antichissime.

 Ce ne danno prova studi antropologici che dal secondo ‘800 in poi si sono adoperati a uno studio non solo teorico, ma anche sul campo, delle diverse popolazioni del mondo, ricostruendo usi e costumi nella storia, anche per quanto riguarda l’allevamento dei bambini (pensiamo, per esempio, alla Rogoff, alla Mead, a Malinowskij, a Boas, ecc.), ed alcuni di essi parlano di un modo particolare di creare contatto fisico tra madre e bambino.

Ad esempio, in uno studio sulla cura del bambino della popolazione !Kung, nel deserto del Kalahari (1969 – 1971), Konner[2] ci parla del rapporto costante di contatto tra la mamma e il piccolo e, addirittura, descrive un tipo di imbracatura in cui il piccolo viene sistemato in modo che sia a contatto pelle a pelle con la madre, sostenuto e protetto, ma, soprattutto, il bambino è libero di muoversi in quanto la fascia non è particolarmente costrittiva e può esplorare il mondo dalla posizione sicura sul lato o sulla schiena della madre, vedendo praticamente ciò che vede la mamma.

 Questo metodo, ci spiegano gli antropologi, affonda le sue radici nella tradizione ed è tutt’ora usato non solo presso popolazioni tribali simili ai !Kung, ma anche in molte parti del mondo. Nei Paesi occidentali, infatti, è stato rielaborato e adattato a gusti moderni, prendendo il nome di Babywearing. Una vera “moda” ultimamente tra le mamme (e i papà), che con l’ausilio di fasce e supporti morbidi riescono a legare il neonato al proprio corpo in una posizione comoda per il bambino e pratica per l’adulto, rendendo sicuramente unica l’esperienza di crescita insieme con il proprio piccolo “corpo a corpo”.

 Chi avesse esperienze, positive o negative, con questo metodo alternativo di portare i piccoli può condividere la sua storia!


Note:

[1]J. Bowlby, Una base sicura. Applicazioni cliniche della teoria dell’attaccamento, Cortina, Milano, 1989

[2] Robert A. Le Vine, Rebecca S. New (a cura di) Antropologia e infanzia – sviluppo, cura educazione: studi classici e contemporanei, Cortina, Milano, 2009

Annunci

4 Comments

  1. Ho ancora molto da imparare sul babywearing, che ho praticato e a volte pratico tuttora con mio figlio di due anni e mezzo, ma da subito il vantaggio che salta all’occhio è la comodità! La comodità nel muoversi senza dover abbandonare il proprio piccolo che, lontano dalla madre, magari piange nella culla, questo almeno i primi giorni. Comodità nel semplice scendere le scale, nel non dover ripiegare il passeggino, pesante, nell’ascensore per farcelo stare, nel potersi godere una passeggiata o una spesa al supermercato con le mani libere… e poi c’è il bambino ovviamente che guarda a caso non piange, è tranquillo, spesso e volentieri dorme o si rilassa… ecco già solo questo vale più di tante parole. Certo non tutti i tipi di supporti sono immediati nell’utilizzo e ce ne sono tanti, difficile è scegliere, ma ne vale la pena.

    Liked by 1 persona

  2. Grazie mille Francesca per la condivisione della tua esperienza!
    Intanto anche sula pagina Facebook https://www.facebook.com/blogliberamente mi arrivano commenti! ecco quello di Chiara:

    “Da mamma di due bambini non posso che consigliarlo. Condivisione, gioia, crescita, ascolto, tranquillità, sicurezza, protezione, riposo, il sentirsi sufficientemente buona e sufficientemente libera. Due esperienze molto positive con i miei figli tanto da indurmi a decidere di diventare Consulente del Portare (Base), per accompagnare altri genitori alla scoperta di questo modo antico, moderno e comodo di stare insieme. E’ un modo per rispondere ai bisogni del bambino e a quelli della madre, rispettando i tempi di maturazione di entrambi. Le modificazioni della società tradizionale hanno fatto perdere una competenza che è propria della natura dell’uomo, della sua memoria di ‘mammifero portato attivo’. La grande diffusione di cui oggi gode il babywearing anche grazie al web rischia di banalizzarlo come una moda passeggera o di farne perdere il reale significato di “buon contatto”; la Scuola del Portare come altre realtà formative nazionali e internazionali formano proprio figure di riferimento che possano operare sul territorio e riportare il portare alla sua essenza.”

    Mi piace

  3. non c’è due senza….tre e quattro! ecco due amiche che da Facebook https://www.facebook.com/blogliberamente ci scrivono le loro opinioni che qui riporto:

    “Non esistono esperienze negative nel portare cuore a cuore il proprio figlio.”

    “Me lo hanno regalato le mie cugine quando è nato il primo figlio, è stra comodo hai tantissime posizioni e metodi per trasportare il tuo bambino in varie fasi di crescita arrivando anche fino i 2 anni…… (poi dipende dal peso) non è come il marsupio, non ti spacca la schiena do po mezz’ora in quanto di avvolge molto bene tutta la parte delle spalle e dei lombi… contate che è lungo 6 metri….. adesso a distanza di 4 anni dovrò reimparare ad usarlo e lo farò sicuramente!!!!!”

    Mi piace

  4. Su #Facebook continua la condivisione di opinioni sul portate i bambini con le fasce. Ecconedi seguito gli ultimi:
    “È sicuramente un’esperienza unica che ti permette di trasmettere al tuo bambino la sicurezza e l’amore di cui ha bisogno. .rendendolo sicuro di se e aiutandolo ad affrontare il mondo che lo circonda…”

    “Eccomi! Io ho preso una fascia per il mio bimbo e sono riuscita ad usarla dopo un mesetto…è molto utile, comoda e soprattutto piacevole per la mamma (e perchè no il papà) e il bimbo…ti salva quando sei da sola in casa e devi perforza cucinarti qualcosa o fare altro, ti salva quando hanno le coliche, stare pancia a pancia li rilassa, ti salva se hai la fortuna di avere un neonato che non ne vuole sapere di dormire perchè, almeno il mio, si addormentava più facilmente. Non aggiungo altro perchè le altre mamme hanno già detto tutto…Adesso sto cercando di passare dalla posizione davanti a quella dietro e sto incontrando qualche difficoltà (ma per problemi miei anche di pigrizia 🙂 )…spero proprio di farcela! Sto meditando di comprare anche un bel marsupio ergonomico in vista della primavera, passeggiate e vacanze 🙂 Comunque lo consiglio a tutte le mamme, almeno provare!”

    “Io e mio marito siamo più pigri e imbranati, e alla fine il manduca ha avuto la meglio sulla fascia… Ma prometto di applicarmi ancora quest’estate! 😜
    Per il resto confermo e sottoscrivo tutto quello che hanno già detto!”

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...