L’AUTISMO


Dott.ssa Anna Surace

Si tratta di una sindrome neurologica diffusa che compare entro i primi tre anni di vita. Per “diffusa” si intende che va a colpire ogni funzione psicosociale.

La sua eziologia è incerta, ma il quadro clinico che si va a delineare vede… influenzate tre aree: la comunicazione, l’interazione sociale e l’immaginazione. Queste tre aree prendono il nome di triade autistica.

L’eziologia incerta vede in più fattori probabili le cause di tale disturbo; si può parlare di:

  • Fattori biologici (alterazione all’altezza del cromosoma 10, quello addetto al linguaggio)
  • Inaffettività parentale (le famose “madri frigorifero” di Bettelheim)
  • Cause legate a problemi metabolici
  • Problemi a livello neurologico a carico del sistema nervoso centrale
  • Difficoltà al momento del parto
  • Gravi deprivazioni
  • Intolleranze alimentari molto gravi (vedi articolo Autismo e alimentazione)

Quale che sia la causa, l’autismo può essere definito come una disprassia gravissima, in quanto vengono gravemente danneggiate tutte le funzioni strumentali: funzione motoria, funzione sequenziale, funzione ideativa, funzione verbale, funzione cognitiva e funzione emotiva.

CARATTERISTICHE

  1. Patologie del linguaggio
  • Ritardo o assenza dello sviluppo del linguaggio,
  • Assenza dell’uso di gesti o mimica per esprimersi,
  • Incapacità di iniziare e/o sostenere una conversazione,
  • Presenza di ecolalie,
  • Uso del linguaggio in assenza di finalità comunicative (decontestualizzazione semantica),
  • Alterazioni della prosodia, del ritmo e dell’intensità dell’eloquio,
  • Disturbi fonologici
  • Uso metaforico del linguaggio (neologismi),
  • Incapacità di comprendere frasi semplici,
  • Incapacità di mettere in atto istruzioni o comandi,
  • Assenza di reazioni alle voci umane,
  • Assenza di risposta all’udire il proprio nome.
  1. Disturbo della simbolizzazione

Il semplice gesto dell’indicare qualcosa ha in sé diversi significati: è comunicativo ed è un gesto simbolico. Il soggetto autistico presenta gravi difficoltà nel comunicare, come visto, e non riesce a capire il significato dei simboli: se si dice “sedia” indicando una sedia, l’autistico crederà che sedia sia solo quella sedia indicata e non quella accanto o tutte le sedie.

Il disturbo della simbolizzazione comporta:

  • assenza del gioco simbolico (vedi articoli Gioco simbolico e mondo interiore e Gioco tra simbolo e realtà)
  • ritardo dell’apprendimento del linguaggio (la lingua è fatta di simboli che sono le parole stesse)
  • assenza del gesto dichiarativo
  • persistenza del pensiero concreto
  1. Disturbo dell’integrazione sociale

Spesso si può osservare nei soggetti autistici  una forte sensibilità alle stimolazioni ambientali sensoriali oppure una totale assenza di sensibilità. Nel primo caso, ogni fonte di rumore, suono, luce, temperatura può dare molto fastidio, agitare, dare luogo a crisi. Nel secondo caso si rischia di non percepire il pericolo: sentendo insito il bisogno di ricercare stimoli (si usano soprattutto quelli di contatto) il rischio è quello di ferirsi gravemente, non avvertire freddo o caldo, non avvertire fastidio, ecc.

  1. Percezione episodica della realtà

Questo disturbo si manifesta già all’esordio dell’autismo, nella primissima infanzia. I bambini, solitamente, mostrano curiosità e voglia di esplorare l’ambiente e appena possono muoversi autonomamente, per esempio gattonando o strisciano a terra, fanno dell’esplorazione un vero e proprio gioco, ripetitivo e costante (vedi articoli Attaccamento del neonato: caregiver e strange situation e I bambini esploratori del mondo).

I bambini autistici non riescono ad esplorare l’ambiente: si fissano sui dettagli perdendo il concetto di insieme, non riescono ad integrare le esperienze tra loro, ma hanno una memoria fatta di fissazioni e ripetizioni.

Ciò è molto visibile se si somministra a un bambino autistico dai 7 anni in su il famoso test della figura di Rei: un disegno da ricopiare e poi rifare a memoria che mostra come il soggetto sottoposto al test osserva organizza lo spazio.

  1. Disturbi motori

Tipici degli autistici sono i movimenti stereotipati. Si può osservare iper o ipotonia muscolare che possono provocare posture o andamenti anomali

  1. Assenza della teoria della mente

La teoria della mente è una capacità intuitiva mentale relativa alla comprensione degli stati mentali dell’altro. Essa ha:

una funzione sociale, in quanto serve per dare un senso ai comportamenti e alle interazioni sociali,

una funzione comunicativa, per andare oltre al significato delle parole e cogliere l’intento comunicativo dell’altro (andare oltre al significato letterario, cogliere le caratteristiche prosodiche, la prossemica, ecc.),

una funzione adattiva, in quanto dando un significato  a ciò che fanno e dicono gli altri, i comportamenti possono diventare prevedibili ed è possibile regolarsi nei propri comportamenti e nelle proprie reazioni,

una funzione protettiva in quanto serve per separare il proprio stato mentale da quello dell’altro e quindi differenziare Sé dall’altro.

  1. Ritardo mentale

In concomitanza con l’autismo si manifesta un ritardo nello sviluppo intellettivo in gradi diversi.


Queste caratteristiche finora elencate si manifestano in forme e gradi diversi nell’ampio spettro dell’autismo, in cui rientrano forme diverse del disturbo autistico più o meno gravi. Ecco in una breve e sicuramente incompleta carrellata i disturbi che rientrano nello spettro autistico:

  • Disturbo di Asperger

Nei bambini con questa patologia il comportamento autistico viene osservato verso i 3-4 anni, dopo un periodo in cui lo sviluppo psicomotorio, quello del linguaggio e il livello intellettivo sono sostanzialmente adeguati. In questo disturbo ciò che risulta man mano più compromessa è la capacità di relazione sociale e la varietà degli interessi sociali mantenendo un QI nella norma.

  • Disturbo di Heller o disturbo disintegrativo della fanciullezza

Questo disturbo esordisce dopo un periodo di sviluppo apparentemente normale nei primi due anni a cui segue (DSM IV, p 92):

  1. Perdita clinicamente significativa di capacità di prestazione già acquisite in precedenza (prima dei 10 anni) in almeno due delle seguenti aree:

 1)       espressione o ricezione del linguaggio

 2)       capacità sociali o comportamento adattivo

 3) controllo della defecazione e della minzione

 4)       gioco

 5) abilità motorie

  1. Anomalie del funzionamento in almeno due delle seguenti aree:

 1)       compromissione qualitativa dell’ interazione sociale (per es., compromissione dei comportamenti non verbali, incapacità di sviluppare relazioni con i coetanei, mancanza di reciprocità sociale o emotiva)

 2)       compromissioni qualitative della comunicazione (per es., ritardo o mancanza del linguaggio parlato, incapacità di iniziare o sostenere una conversazione, uso stereotipato e ripetitivo del linguaggio, mancanza di giochi vari di imitazione)

 3)       modalità di comportamento, interessi ed attività ristretti, ripetitivi e stereotipati, incluse stereotipie motorie e manierismi

  • Sindrome di Rett

È una malattia neurologica che colpisce soltanto le bambine che esordisce in genere verso la fine del primo anno, dopo un periodo in cui lo sviluppo della bambina è apparentemente normale. Questo disturbo comporta un ritardo dello sviluppo e assume, nelle prime fasi della malattia, le caratteristiche tipiche del comportamento autistico; gli aspetti autistici, tuttavia, in genere scompaiono con la crescita. La caratteristica fondamentale di questo disturbo è l’aprassia, particolarmente accentuata nelle mani, che la bambina muove continuamente in modo stereotipato, come se le stesse lavando; questo comportamento è permanente durante la veglia e scompare durante il sonno. In genere il linguaggio è assente, la deambulazione difficoltosa, e spesso è presente l’epilessia.

  • Autismo di Kanner

Autismo “tipico”, presenta tutte le caratteristiche legate all’autismo.

  • Autismo atipico o disturbo generalizzato dello sviluppo non altrimenti specificato

Categoria residuale, in cui vengono inseriti i soggetti che, pur presentando molte caratteristiche tipiche dell’autismo, non rientrano propriamente in nessuna delle categorie dello spettro autistico qui appena elencate.

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