NICHI ARRIVA CON IL BUIO


Libera-mente ha letto per voi Nichi arriva con il buio, di Sara Zelda Mazzini
 (http://www.sarazeldamazzini.com/)

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Il romanzo “Nichi arriva con il buio” è una lettura matura e introspettiva che racconta, a posteriori, le complicate vicende di un amore tra giovani ragazzi.

La voce di Greta ci accompagna per tutta la storia, che è racchiusa in una lettera destinata a una ragazza molto più giovane di lei, Ecaterina.

È l’uso della prima persona, ma non solo, che permette al lettore di immedesimarsi nei pensieri della narratrice e guardare direttamente negli occhi i personaggi che Greta ci presenta nel ricordare il suo Nichi.

Con questo libro ci immergiamo negli anni ‘80-’90, descritti dalla protagonista in maniera impressionantemente vivida, permettendo al lettore di rivivere (/vivere) quegli anni fatti di musicassette, walkman, band metal e hard rock e delle famigerate boyband, tanto amate dalle teenager (una su tutte, i Take That, negli anni dello scandalo di Robbie Williams).

Le descrizioni iperrealiste dei luoghi permettono a chi legge di sentirsi quasi a casa propria, come se avesse davvero vissuto quei ricordi.

Il lettore si cala letteralmente nei due protagonisti, i quali hanno un carattere particolare e a tratti difficoltoso, ma molto percettivo.

All’inizio, Greta è una ragazzina come tante, con i propri sogni, turbamenti, difficoltà, amici per la pelle e acerrimi nemici. La sua crescita avviene durante il racconto, con gli affascinanti e a volte sconcertanti retroscena che portano un’adolescente a diventare un’adulta.

Sara Zelda Mazzini ci restituisce un ritratto realistico di una giovane ragazza, scavando nei recessi più oscuri del personaggio per restituirne la vera essenza. Il suo magistrale uso della parola rende concreto ogni particolare della storia.

Ad ogni pagina chi legge può avvertire sulla propria pelle lo sviluppo interiore della narratrice, il cambiamento del suo animo e i brividi della passione per un amore contorto e struggente, vissuto al massimo della partecipazione emotiva, fino in fondo al cuore.

Leggendo di Nichi e Greta non si può fare a meno di ripensare al proprio sé che è stato (o è) adolescente, mantenendo costantemente l’impressione di non essere più lettori, quanto dei veri attori.

L’amore di Greta per Nichi non è altro che il fulcro delle loro vite ed è portato avanti tra ostacoli e difficoltà, chilometri di distanza, tradimenti, amicizie, gelosie, con un filo conduttore “spirituale” che congiunge i due e che dal loro primo incontro in avanti non si può più recidere, perché un destino quasi “divino” li ha legati per sempre.

Una vicenda dalla sensibilità spiccata, inviluppata nell’atavico conflitto tra sentimenti espliciti e orgoglio.

Il finale ci appare inevitabile, forse destinato, epilogo di un racconto creato per ricordare (a Ecaterina, alla stessa Greta e a tutti coloro che lo leggeranno) un mondo passato e insieme sempre presente, denso di vissuti, sentimenti e significati che in fondo appartiene ai soli protagonisti, ma diventa testimone della propria esistenza mostrandola agli altri.

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