DONNE E AUTRICI: LA MISSIONE POSSIBILE DEL SESSO MEMORE


Libera-mente ha letto per voi…

Donne e autrici: la missione possibile del sesso memore, di Sara Zelda Mazzini

 (http://www.sarazeldamazzini.com/)IMG_0191

 

Non una semplice raccolta di interviste, ma un incontro conviviale di pensieri, ricordi ed emozioni.

In un mondo tanto maschilista come il nostro, oggi sentiamo sempre più parlare di donne, desiderose di emancipazione e di liberarsi dalla sottomissione. Nella realtà dei fatti, però, si assiste a una circostanza in cui la popolazione femminile, oltre a essere vittima di violenze e discriminazioni sia negative sia positive, è costretta ad adottare modelli maschili per dimostrare le proprie competenze e per trovare un posto dignitoso in una società a “misura duomo”, dalla facciata asettica e lontana da sentimentalismi, dove impera sovrano il principio della produzione economica.

In questo contesto, gli individui si sono trasformati in numeri e hanno perso la propria fisionomia.

In Donne e autrici: la missione possibile del sesso memore, invece, Sara Zelda Mazzini torna alle individualità, interroga e entra nelle vite di donne, che prima di tutto sono persone. Qui, le intervistate portano in luce la propria complessità interiore, ricca di vissuti e fantasia che, coadiuvata alla capacità espressiva e linguistica, si incanala in racconti o in romanzi rivolti a un pubblico diverso dal proprio sé. Ma per realizzare un progetto del genere, nel frenetico secolo in cui viviamo, le nostre eroine della scrittura hanno bisogno di momenti dedicati a loro stesse, per fermarsi a riflettere e poi elaborare testi. E non è per niente facile. La donna media si divide fra lavoro e famiglia, sdoppiata nel ruolo di produttrice economica e di moglie (spesso, anche di madre). Perciò, la scrittrice si trova destabilizzata e si chiede: ma il mio è un lavoro o un hobby? Io sono portata a creare libri perché voglio sfamarci il mio nucleo familiare, solo guadagnarci su o, ancora, per puro piacere personale?

D’altra parte, tutti hanno storie da raccontare e tutti possono scrivere, lo scrittore come mestiere potrebbe anche non esistere più o essere esteso a chiunque. Sommato, inoltre, al pregiudizio generalizzato che banalizza lo scrivere come un’attività “leggera”, che presuppone un affiancamento a impieghi “più proficui dal punto di vista pratico e/o remunerativo”.

Queste scrittrici incontrano, poi, la difficoltà di inserirsi nel fitto e “incasinato” panorama editoriale e di ricavarsi un proprio pubblico. Far decollare un’opera letteraria non è certo una cosa da poco: ci vuole l’idea “giusta”, un faticoso lavoro di editing e di correzione bozze, nonché di grafica; poi bisogna trovare un editore disposto a credere nei testi che le autrici propongono (ma è sempre più diffusa la scelta del self publishing, per ridurre i costi e aggirare gli ostacoli relativi alla fredda accoglienza editoriale nei confronti degli esordienti); infine, sono essenziali la promozione e la pubblicità, che richiedono parecchio dispendio economico e di energie.

Le scrittrici, perciò, devono reinventarsi lavorando a 360 gradi sul libro, dalla correzione dello scritto alla creazione della copertina e all’impaginazione. In più, ormai, hanno a disposizione altri canali rispetto al tradizionale cartaceo, con l’avvento degli e-book e di internet, dove i blog e i siti letterari stanno velocemente prendendo piede.

Così, la loro identità risulta stravolta: chi è oggi una scrittrice e di cosa deve parlare? Si deve adattare al suo pubblico o deve seguire il proprio istinto e il proprio gusto?

Sara Zelda Mazzini raccoglie le testimonianze di autrici molto diverse tra loro, per mettere in luce tutte le criticità che riguardano le donne che scrivono ai giorni nostri.

Il punto di forza del libro, è la lodevole capacità della scrittrice di riportarci specifiche voci femminili, fino ad indurci a pensare di averle quasi davanti agli occhi, con le loro vite e personalità, con i loro ambienti e luoghi del quotidiano.

Questo libro è nato proprio con l’intento di mostrare il nostro mondo”, ci dice Sara Zelda Mazzini. In effetti, è impossibile non immedesimarsi in queste storie, raccontate con semplicità, in modo diretto, dove al centro c’è la passione per la letteratura.

Sono donne che lottano con la vita di tutti i giorni e con i ruoli che devono ricoprire quotidianamente, per ritagliare un attimo per se stesse e per la scrittura, che solitamente arriva dopo il tempo dedicato alla famiglia, agli impegni, al lavoro, alle bollette, alla spesa…

Ma alla fine tutte hanno raggiunto una consapevolezza comune: devono farlo, devono prendersi quello spazio nel mondo necessario a non annullare la propria personalità, devono scrivere, perché è una specie di missione, perché è quello che le fa sentire bene.

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