Intervista a Nicola Simonetti


Libera-mente no profit incontra il professor Nicola Simonetti, autore del saggio “Il problema mente-corpo e i neuroni specchio”.

1) Con questo nuovo saggio, dopo “Lo specchio della mente”, cosa ti proponi di indagare? Hai aggiunto del materiale nuovo?

Quest’ultimo mio saggio, “Il problema mente-corpo e i neuroni specchio” non è sostanzialmente diverso nei contenuti da “Lo specchio della mente” in quanto la mia intenzione non era di ampliare una introduzione già ricca e piuttosto densa sia al problema mente-corpo sia alla storia e al dibattito interpretativo intorno alla scoperta dei neuroni specchio. Bensì si tratta di un affinamento del precedente saggio nella direzione della ricerca di una maggiore chiarezza espositiva, essendo gli argomenti multi/inter-disciplinari ed essendo, quindi, a mio parere, fondamentale, una certa precisione e chiarezza espositiva. Il tutto con una veste grafica molto personale, avendo convinto l’editore a inserire in cover il mio primo dipinto a olio “Il coraggio del Logos” che ha un chiaro significato programmatico nelle mie ricerche, sempre all’insegna di un pensiero libero, umile ed equilibrato…

2) Nell’intervista che facesti per l’uscita di “Lo Specchio della mente” parli di implicazioni didattiche del Sistema-Specchio citando, ad esempio, il ruolo dell’ ‘importanza delle immagini per l’apprendimento. Vorresti aggiungere qualcosa riguardo alla questione? Ci sono altre implicazioni che potrebbero riguardare la didattica?

Come scrissi in un articolo sulla neuroestetica per la Rivista “Diogene” (n. 42, maggio 2017), il ruolo delle immagini nell’apprendimento risulta, seguendo gli esperimenti condotti negli ultimi anni sui neuroni specchio, estremamente importante e fecondo. Il cosiddetto “Sistema Specchio” risulta attivarsi particolarmente in concomitanza dell’osservazione di immagini che evocano processi motori, come nella famosa “Notte Stellata” di Van Gogh, a indicare la stretta connessione tra area motoria e area visiva, creando una particolare empatia nei soggetti coinvolti dalla osservazione, e quindi facilitando i processi cognitivi coinvolti nell’apprendimento e nella comprensione.Perciò è chiaro, tanto più ora, in virtù di ricerche ed esperimenti di neuroimaging funzionale, che l’osservazione di immagini, schemi, mappe concettuali, ecc., che non a caso “imitano” visivamente percorsi, frecce, ecc., al pari di metafore motorie (di cui è peraltro intriso non a caso anche il nostro linguaggio naturale), ci aiuti a comprendere meglio concetti e teorie astratte. Di qui, la cruciale importanza didattica di schemi, mappe concettuali, ecc. per poter aiutare gli alunni a far meglio comprendere e a fissare collegamenti altrimenti nascosti e quindi poco comprensibili e memorizzabili…

3) Come è cambiato il tuo modo di insegnare e trasmettere agli allievi durante il corso di questi anni di studi? Hai individuato nuove strategie?

Come dicevo in conclusione alla precedente risposta, i miei studi e le mie ricerche sul Sistema Specchio, insieme alla mia esperienza ormai ventennale nell’ambito dell’insegnamento liceale di filosofia/scienze umane/storia, mi hanno fatto capire che il modo migliore per “catturare” l’attenzione degli alunni, al fine di una loro migliore attenzione e quindi comprensione dei contenuti didattici, è l’uso di mappe e schemi concettuali, non solo visivi ma anche linguistici, ovvero esposti verbalmente, sempre attraverso un linguaggio che, nonostante sia necessariamente, a volte, tecnico, non deve mai essere prolisso e contorto, ma chiaro e comprensibile…

4) Una domanda per il futuro: hai in mente di continuare ad indagare? Hai già intrapreso ulteriori ricerche che ti spingeranno ancora più in profondità?

Certamente cerco e cercherò sempre di tenermi aggiornato con tali studi e ricerche, ma devo dire schiettamente che, purtroppo, nelle Scuole Superiori italiane, in particolare nei Licei dove insegno, le poche ore a disposizione per programmi lunghi in molte e numerose classi non aiutano a “lavorare” con calma, e quindi bene, predisponendo delle lezioni e utilizzando dei testi in cui si possa “gettare ponti” tra varie discipline (essendo stata anche abrogata l’ora di compresenza), soprattutto laddove si vorrebbero affrontare argomenti multi/inter-disciplinari come il problema mente-corpo, i neuroni specchio o altri temi scientifici attuali come la bioetica, ecc. Ma, finché avrò le forze mentali e fisiche, cercherò di coniugare ricerca e insegnamento, credendo fermamente nell’importanza di questo connubio, purtroppo non incentivato dal sistema scolastico italiano…

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