Focus su: lo sviluppo tipico dell’intersoggettività


Questo scritto è tratto dalla tesi di specializzazione TFA per il sostegno infanzia “Cosa si nasconde dietro ad uno sguardo – un percorso inclusivo per una bambina con diagnosi di spettro autistico” di Anna Surace, Università degli studi Milano Bicocca, 2020

Nello sviluppo tipico gli elementi di socialità sono connaturati nell’essere umano e già da neonati si inizia a costruire attivamente la propria socialità a partire dalla relazione con il caregiver per poi, crescendo, ampliarla a tutti gli altri soggetti con i quali il bambino entra in contatto.

Infatti, fin dai primi momenti di vita il bambino reagisce alla voce umana con dei micro movimenti definibili come riflesso di sincronia interazionale. Successivamente il bambino inizia a fissare gli occhi del caregiver, soprattutto nei momenti di intenso contatto, quali l’allattamento, cercando anche di imitare le smorfie delle persone principali con le quali entra in relazione.

Quanto descritto costituisce l’intersoggettività primaria (dalla nascita ai 9 mesi circa).

L’intersoggettività primaria si basa sulle abilità di:

  • Orientamento (reagire a un nuovo stimolo rilevante),
  • Attivazione (attivarsi fisicamente ed emotivamente),
  • Attenzione (attivazione per capire le caratteristiche di un nuovo stimolo),
  • Interesse per il viso umano (riconoscere i volti, osservare le espressioni),
  • Capacità di alternanza di turni (nello scambio bambino – mamma di sorrisi, sguardi, vocalizzazioni)
  • Integrazione di diverse modalità sensoriali in nuove configurazioni incrociate tra loro (elaborare informazioni che provengono da stimoli sensoriali diversi).

Ora il bambino è spinto dalla motivazione a ricercare scambi interazionali con il caregiver in quanto questi gli danno piacere.

L’intersoggettività primaria sarà la base per lo sviluppo dell’intersoggettività secondaria (tra i 9 e i 18 mesi): ora il bambino è pronto ad affrontare nuove situazioni di socialità bambino – oggetto – soggetto grazie allo sviluppo dell’attenzione congiunta. A seguire si svilupperanno:

  • L’intenzione congiunta, che permette di percepire quale sia l’intenzione altrui
  • L’emozione congiunta, come conseguenza della comprensione delle situazioni di vita in accordo o in disaccordo con le proprie idee/intenzioni
  • L’imitazione, da intendere come una conquista trasversale, che nasce grazie allo sviluppo motorio, mentale e linguistico in combinazione con gli aspetti sopra citati.

Contemporaneamente si sviluppa parallelamente il gioco, il quale va di pari passo e, in qualche modo, favorisce lo sviluppo dell’intersoggettività.

Vuoi saperne di più? Hai bisogno di consigli di lettura sull’argomento? Contatta lo staff di Libera-mente no profit

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