FOCUS SU: VIOLENZA E AGGRESSIONI SUBITE DAL PERSONALE MEDICO E INFERMIERISTICO (parte 2)


Giorgia Tempestini di Pillole di Psicologia

Gli infermieri in formazione e i capo sala hanno la stessa probabilità di incorrere in atti violenti di maggiore gravità ma si riscontra una percentuale più elevata di aggressioni minori e di minacce nei confronti degli allievi infermieri. Questo potrebbe essere dovuto all’inesperienza che comporta, conseguentmente, una maggiore vulnerabilità (Turnbull & Peterson, 1999). Nel panorama italiano, questa vulnerabilità è favorita dal cambio continuo di reparto che devono affrontare gli studenti di infermieristica durante gli anni di tirocinio. Infatti, già a partire dal secondo anno vengono assegnati a reparti specifici e dal terzo vengono inseriti all’interno delle unità di emergenza e dei reparti di salute mentale; aree sicuramente con un alto livello di pericolosità non proporzionale alla loro esperienza (Arnetz, Arnetz, & Petterson, 1996). Quindi, il continuo cambio di reparto, il doversi adattare a un ambiente sempre nuovo e il tempo prolungato a contatto con i pazienti, con cui inevitabilmente creano una relazione, costituiscono dei possibili fattori che rendono questo gruppo maggiormente a rischio (Ferns & Meerebeau, 2008). Le violenze subite dagli infermieri in formazione, soprattutto quando queste sono di tipo verbale, portano a conseguenze di gravità maggiore. Viene riscontrato un livello più di basso di giustizia organizzativa percepita e di supporto sociale, un livello più elevato di stress lavoro-correlato e un maggior numero di problemi psicologici. Queste conseguenze sono dovute anche alla mancanza di un ruolo sociale ben definito all’interno del luogo lavorativo che, associato ad abusi verbali, mina notevolmente l’autostima della vittima e la rende particolarmente vulnerabile (Magnavita & Heponiemi, 2011).

Alla luce di quanto detto potrebbe apparire incoerente il dato che evidenzia una percentuale elevata di possibilità di aggressione nei confronti dei capo sala, ossia soggetti con un livello di esperienza elevato, ma i fattori che permettono la spiegazione di questo dato fanno riferimento alle mansioni svolte da questi operatori e non al loro livello di esperienza: i responsabili di reparto sono coloro che intervengono per primi nel caso di un assalto nei confronti di altri colleghi e coloro che più frequentemente comunicano cattive notizie ai familiari o rifiutano le richieste dei pazienti. Inoltre possiedono il livello massimo di autorità e questa manifestazione di potere potrebbe provocare delle reazione di rabbia da parte di pazienti e familiari (Turnbull & Peterson, 1999).

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