Riflessione #4

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Riflessione #2

Cosa ne pensate? Non è una bella idea?

Salve, sono un insegnante e vorrei condividere con voi questo progetto e questa breve riflessione sugli spazi e il loro utilizzo.

Sull’onda emotiva di alcuni istituti in cui già è stato realizzato, stiamo trasformando le due scale principali della nostra scuola in tabelline. Usciamo quindi dall’aula, “invadiamo”  con saggezza matematica gli spazi scolastici e li abbelliamo. Li riconsegniamo ai bambini.In questo modo anche spazi considerati “di nessuno”  come le scale – talvolta molto simili a dei “non-luoghi” citando Marc Augé – divengono luoghi di tutti, apprezzati e utilizzati. 

Il nostro motto è: ” basta scuole grigie!”.

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RIFLESSIONE #1

Per la nuova rubrica “2019, missione insegnante” Lo staff di Libera-mente vuole condividere con voi questa prima riflessione arrivataci da un’insegnante.

Cosa le consigliamo? Vi siete mai sentiti come lei?

 

Siamo pronti noi insegnanti a dover misurarci con problemi più grandi di noi?

Quante volte i “nostri” bambini ci mettono davanti a realtà che neanche immaginavamo?

Noi dovremmo essere lì, oltre che in veste di insegnanti, anche come adulti di riferimento, pronti a dire loro che va tutto bene, che possiamo aiutarli in caso di difficoltà, che noi, insieme ai loro genitori, siamo lì per loro e, quindi, di non preoccuparsi troppo.

Beh, ultimamente non credo di essere in grado di fronteggiare tutto questo: i problemi e le situazioni familiari che sto conoscendo e scoprendo pian piano nel corso dell’anno scolastico sono montagne insormontabili in alcuni casi, oppure sono enormi bauli pesantissimi che i bambini saranno destinati a trascinarsi dietro per la vita. In altri casi i bauli non sono ancora bauli, ma valigie che piano piano si stanno riempiendo fino a scoppiare e che io non sono in grado di alleggerire.

Bene, hai disegnato molto bene, il tuo lavoro è molto bello, ma io mi fermo qui. Al massimo un abbraccio se ti può far stare meglio. Ma non ho gli strumenti per aiutarti. Forse non so nemmeno di cosa tu abbia davvero bisogno. Come faccio ad alleggerirti il tuo bagaglio? Come posso aiutarti a scalare la montagna?

Però se vuoi un abbraccio, o ti serve un complimento in più sul tuo bellissimo disegno (che non porterai a casa, ma lascerai a scuola abbandonato nel casellario), va bene. Quello posso farlo.

Sei un insegnante?Vuoi inviarci una tua riflessione da pubblicare sul blog? Scrivici a liberamente.blog1@gmail.com

IL SENSO DEI SENSI?

 

dott.ssa Anna Surace

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 I sensi ci mettono in comunicazione con il mondo esterno: tramite i sensi noi esploriamo, capiamo, interpretiamo e interiorizziamo il mondo in cui viviamo.

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MUSEO: VISITE LUNGHE E NOIOSE O INTERATTIVE E DIVERTENTI?

Dott.ssa Anna Surace

Il laboratorio, prima di entrare nelle scuole, è stato ospitato da diversi enti a partire dal Sessantotto. Il movimento di massa di contestazione verso una trasformazione radicale della società ha influito anche sul mondo dell’educazione, contestando molte istituzioni. Si voleva un tipo di partecipazione alla cultura democratica e condivisa e tra i primi a provare a cambiare è stata l’istituzione museale. Per farlo il museo ha dovuto rinnovare la propria immagine per poter ripristinare consenso e attrattiva nel pubblico, esponendo nuove collezioni e proposte rivolte al pubblico non più ancorate alle antiche e tradizionali lezioni frontali. Il museo si è, così, affiancato alla scuola, stabilendo un forte nesso scuola – museo e accanto alla classica visita al museo si sono sviluppate nuove modalità di azione pedagogica nel museo stesso, quali progetti che avevano come scopo quello di far vivere al pubblico un’esperienza esplorativa ed estetica avvicinandolo alle esposizioni.

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L’IMPORTANZA DELL’OGGETTO NELLA DIDATTICA

dott.ssa Anna Surace

Comenio (1592-1670) fu tra i primi a porsi, nella sua Didactica Magna, il problema di quali strategie didattiche ed educative rispondano meglio alle esigenze del bambino e favoriscano lo sviluppo di capacità e di competenze. Egli giudica l’insegnamento trasmissivo e verbalistico completamente inutile, da lui stesso definito gusci senza gherigli e contro di esso si scaglia dichiarando che non vi è niente al mondo che un uomo dotato di senso e ragione non comprenda[1] e, perciò, l’insegnamento, per essere veramente utile, deve assumere come riferimento l’esperienza diretta (attraverso l’uso dei sensi) degli allievi con le cose. Continua a leggere