ASPETTI PEDAGOGICI DELLA PROPEDEUTICA MUSICALE (parte terza)

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L’adulto non insegna nozioni o competenze, non richiede prestazioni specifiche al bambino, ma si pone come esempio, mettendo in atto in prima persona le competenze che l’adulto/educatore desidera il bambino osservi ed assimili. L’apprendimento avverrà autonomamente nel bambino grazie al dialogo musicale posto dalla guida informale (proprio come avviene con la lingua parlata).

Durante una lezione di propedeutica musicale si vuole promuovere  una relazione adulto – bambino, all’interno della quale l’uno possa rivolgersi all’altro per comunicare: non solo attraverso le parole, ma anche con il canto e l’ascolto. Continua a leggere

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Aspetti pedagogici della propedeutica musicale (parte seconda)

Gordon fa un parallelo tra lingua e musica: le competenze linguistiche vengono sviluppate attraverso l’acquisizione di quelli che lui chiama “cinque vocabolari”: ascoltato, parlato, pensato, letto e scritto. I primi tre vocabolari vengono appresi (non in modo esaustivo, ma quel tanto che basta affinché il bambino sia un buon produttore di discorsi) in modo informale, semplicemente ascoltando le persone a lui familiari

I genitori, i fratelli e le sorelle e i suoi pari di età sono i migliori insegnanti che il bambino ha a disposizione per ricevere un’educazione precoce[1]. Continua a leggere

Aspetti pedagogici della propedeutica musicale (parte prima)

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Propedeutica musicale è un avvicinamento alla musica per i bambini nella fascia di età 0-6 anni. Affonda le sue radici nella pedagogia del “fare” attivamente, nella convinzione che solo facendo, provando, sperimentando in prima persona sia possibile apprendere in un modo più incisivo rispetto a un apprendere teorico e nozionistico. Continua a leggere