riflessione #3

Imparare in modo spontaneo, anche mentre si gioca con le foglie secche in giardino!

 

 

-Aiuto!! Maestra c’è un verme enorme!!!

Un gruppo di bambini, mentre era fuori in giardino a giocare sotto i primi raggi caldi di sole, scavando tra le foglie secche, trova uno strano essere…

-Vieni a vedere!

-Ragazzi dov’è? non riesco a vederlo…

-E’ lì!!! Maestra si muove!!

Urlano.

Appare tra le foglie secche del giardino un lombricone lunghissimo e i bambini sono curiosi, ma anche molto impauriti.

-Maestra ho paura! Aaaaaah!

Una delle bambine si nasconde dietro di me

-Ma no! E’ un lombrico! Sapete cosa fa il lombrico?

-Noooooo – in coro

-Permette all’erba, ai fiorellini e alle piantine di crescere!

-Permette all’erba di crescere??!!! Perchè?

-Lui rimesta la terra e così i semi dell’erba e dei fiori trovano sempre la terra buona dove poter attaccarsi e crescere…vedete questi ricciolini nella terra? Li ha fatti il lombrico girando e rigirando la terra.

Alcuni si fermano un attimo ad osservare l’animale, finchè…

-…Maestra voglio toccare il lombrico.

-Va bene, ma fai attenzione perchè la sua pelle è sottile sottile.

Ecco che il più intrepido allunga un dito e tocca il lombrico.

-Oddio lo hai toccato!!! Com’è??

Chiedono i compagni ancora un po’ intimoriti

-E’ liscio.

-Diamogli un nome!

-Michi! Chiamiamolo Michi!

Lascio i bambini che continuano ad osservare e commentare tra loro ogni movimento di quel povero animaletto.

Spiegare loro che quell’animale che a loro faceva schifo/paura in realtà è utilissimo alla natura ha permesso anche ai più restii di mettere da parte i timori e lasciare spazio alla curiosità, alla voglia di esplorare e di apprendere tramite l’osservazione e il contatto diretto con il lombrico. Grazie Lombrico Michi per la pazienza 🙂

Si parla di apprendimento spontaneo, non delineato nei programmi scolastici, ma sicuramente presente nel curriculum implicito proprio della scuola dell’infanzia.

Si tratta dell’apprendimento più autentico, quello che nasce dalla curiosità spontanea dei bambini, dalle loro domande scaturite dal contatto diretto con le cose e le situazioni. E’ sempre bene raccogliere questi spunti per soffermarsi a riflettere e cogliere l’occasione per imparare insieme:

Nella relazione educativa gli insegnanti svolgono una funzione di mediazione e di facilitazione e, nel fare propria la ricerca dei bambini, li aiutano a pensare e a riflettere meglio, sollecitandoli a osservare, descrivere, narrare, fare ipotesi, dare e chiedere spiegazioni in contesti cooperativi e di confronto diffuso (Indicazioni Nazionali del Curricolo 2012)

 

 

RIFLESSIONE #1

Per la nuova rubrica “2019, missione insegnante” Lo staff di Libera-mente vuole condividere con voi questa prima riflessione arrivataci da un’insegnante.

Cosa le consigliamo? Vi siete mai sentiti come lei?

 

Siamo pronti noi insegnanti a dover misurarci con problemi più grandi di noi?

Quante volte i “nostri” bambini ci mettono davanti a realtà che neanche immaginavamo?

Noi dovremmo essere lì, oltre che in veste di insegnanti, anche come adulti di riferimento, pronti a dire loro che va tutto bene, che possiamo aiutarli in caso di difficoltà, che noi, insieme ai loro genitori, siamo lì per loro e, quindi, di non preoccuparsi troppo.

Beh, ultimamente non credo di essere in grado di fronteggiare tutto questo: i problemi e le situazioni familiari che sto conoscendo e scoprendo pian piano nel corso dell’anno scolastico sono montagne insormontabili in alcuni casi, oppure sono enormi bauli pesantissimi che i bambini saranno destinati a trascinarsi dietro per la vita. In altri casi i bauli non sono ancora bauli, ma valigie che piano piano si stanno riempiendo fino a scoppiare e che io non sono in grado di alleggerire.

Bene, hai disegnato molto bene, il tuo lavoro è molto bello, ma io mi fermo qui. Al massimo un abbraccio se ti può far stare meglio. Ma non ho gli strumenti per aiutarti. Forse non so nemmeno di cosa tu abbia davvero bisogno. Come faccio ad alleggerirti il tuo bagaglio? Come posso aiutarti a scalare la montagna?

Però se vuoi un abbraccio, o ti serve un complimento in più sul tuo bellissimo disegno (che non porterai a casa, ma lascerai a scuola abbandonato nel casellario), va bene. Quello posso farlo.

Sei un insegnante?Vuoi inviarci una tua riflessione da pubblicare sul blog? Scrivici a liberamente.blog1@gmail.com

IL SENSO DEI SENSI?

 

dott.ssa Anna Surace

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 I sensi ci mettono in comunicazione con il mondo esterno: tramite i sensi noi esploriamo, capiamo, interpretiamo e interiorizziamo il mondo in cui viviamo.

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LA DEPRIVAZIONE AFFETTIVA, OVVERO…MANCA IL CALORE.

dott.ssa Anna Surace

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EVENTO LILT 25/5/2015

Evento benefico presso SportCube, Cameri (Novara) a favore di LILT, associazione per la prevenzione e la lotta contro il tumore al seno.
Anche noi eravamo presenti per sostenere questa importantissima causa intrattenendo i più piccoli con giochi, disegni e travestimenti…
ECCO ALCUNI DEGLI EVENTI PIÙ DIVERTENTI DELLA GIORNATA!!

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MUSEO: VISITE LUNGHE E NOIOSE O INTERATTIVE E DIVERTENTI?

Dott.ssa Anna Surace

Il laboratorio, prima di entrare nelle scuole, è stato ospitato da diversi enti a partire dal Sessantotto. Il movimento di massa di contestazione verso una trasformazione radicale della società ha influito anche sul mondo dell’educazione, contestando molte istituzioni. Si voleva un tipo di partecipazione alla cultura democratica e condivisa e tra i primi a provare a cambiare è stata l’istituzione museale. Per farlo il museo ha dovuto rinnovare la propria immagine per poter ripristinare consenso e attrattiva nel pubblico, esponendo nuove collezioni e proposte rivolte al pubblico non più ancorate alle antiche e tradizionali lezioni frontali. Il museo si è, così, affiancato alla scuola, stabilendo un forte nesso scuola – museo e accanto alla classica visita al museo si sono sviluppate nuove modalità di azione pedagogica nel museo stesso, quali progetti che avevano come scopo quello di far vivere al pubblico un’esperienza esplorativa ed estetica avvicinandolo alle esposizioni.

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IL PEDAGOGISTA CLINICO COME “PONTE” TRA LA SCUOLA DI MUSICA E LE FAMIGLIE

Dott.ssa Anna Surace

La mia tesi per il master in Pedagogia Clinica ha come tema la propedeutica musicale.

Propedeutica è un metodo didattico per avvicinare i bambini sotto i sei anni alla musica. Cosa c’è alla base di questo metodo?

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L’IMPORTANZA DELL’OGGETTO NELLA DIDATTICA

dott.ssa Anna Surace

Comenio (1592-1670) fu tra i primi a porsi, nella sua Didactica Magna, il problema di quali strategie didattiche ed educative rispondano meglio alle esigenze del bambino e favoriscano lo sviluppo di capacità e di competenze. Egli giudica l’insegnamento trasmissivo e verbalistico completamente inutile, da lui stesso definito gusci senza gherigli e contro di esso si scaglia dichiarando che non vi è niente al mondo che un uomo dotato di senso e ragione non comprenda[1] e, perciò, l’insegnamento, per essere veramente utile, deve assumere come riferimento l’esperienza diretta (attraverso l’uso dei sensi) degli allievi con le cose. Continua a leggere