IL SENSO DEI SENSI?

 

dott.ssa Anna Surace

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 I sensi ci mettono in comunicazione con il mondo esterno: tramite i sensi noi esploriamo, capiamo, interpretiamo e interiorizziamo il mondo in cui viviamo.

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L’IMPORTANZA DELL’OGGETTO NELLA DIDATTICA

dott.ssa Anna Surace

Comenio (1592-1670) fu tra i primi a porsi, nella sua Didactica Magna, il problema di quali strategie didattiche ed educative rispondano meglio alle esigenze del bambino e favoriscano lo sviluppo di capacità e di competenze. Egli giudica l’insegnamento trasmissivo e verbalistico completamente inutile, da lui stesso definito gusci senza gherigli e contro di esso si scaglia dichiarando che non vi è niente al mondo che un uomo dotato di senso e ragione non comprenda[1] e, perciò, l’insegnamento, per essere veramente utile, deve assumere come riferimento l’esperienza diretta (attraverso l’uso dei sensi) degli allievi con le cose. Continua a leggere

Ciao!! ho un blog su #wordpress e mi piacerebbe ampliare questo progetto…intanto provo a farmi conoscere dal maggior numero di persone possibile e, per questo, ho creato la pagina su #Googleplus , ho un profilo su #instagram e ho creato una pagina di #facebook 🙂 spero che veniate a dare un’occhiata alle #pagina e/o al #sito https://annasurace90.wordpress.com/ e siete calorosamente invitati a darmi #suggerimenti su come#modificare e #migliorare il tutto! commentando qui su facebook o direttamente sul sito #grazie !!

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L’IRA

Se pensiamo ai bambini e alle loro emozioni difficilmente ci verrà in mente l’ira:forse penseremo alla rabbia, alla frustrazione che può portare ai temuti capricci, ma all’ira sicuramente non rientrerà nella top ten dei nostri pensieri.

Eppure anche i bambini sono capaci di provare questo sentimento così violento.

 

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Riflessioni su una vacanza…musicale!

 

Si è appena conclusa la vacanza musicale della Scuola di Musica Dedalo a Druogno: una settimana intensa per tutti, ragazzi, bambini, insegnanti, medici e animatori.

Quante cose sono successe e mi hanno fatto riflettere!

Innanzitutto, mi ha colpito la differenza di età tra i partecipanti: gli studenti di musica andavano dai 7 ai 18 anni. Gli insegnanti, i medici e gli animatori dai 25 in su. Poi c’erano due piccole mascotte di 3 anni, figlie di due delle insegnanti.

Ma una cosa è certa: attorno a ciascuno di noi si era creata una rete di relazioni e di “protezione”. Continua a leggere