RIFLESSIONE #6 – ETICHETTE

Un’insegnante invia alla redazione questo articolo. Cosa ne pensate?

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QUANDO L’AMORE FA VOLARE

Lo staff di Libera-mente no profit ha letto per voi l’ultimo romanzo di Patrisha Mar “Quando l’amore fa volare”.

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DAVIDE ROSSI: E ALLA FINE C’è LA VITA

Lo staff di Libera-mente no profit ha letto per voi il primo romanzo di Davide Rossi “E alla fine c’è la vita” e ha intervistato l’autore per togliersi qualche curiosità…e magari ad invogliarvi a leggere questo romanzo che sembra un film.

 

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riflessione #3

Imparare in modo spontaneo, anche mentre si gioca con le foglie secche in giardino!

 

 

-Aiuto!! Maestra c’è un verme enorme!!!

Un gruppo di bambini, mentre era fuori in giardino a giocare sotto i primi raggi caldi di sole, scavando tra le foglie secche, trova uno strano essere…

-Vieni a vedere!

-Ragazzi dov’è? non riesco a vederlo…

-E’ lì!!! Maestra si muove!!

Urlano.

Appare tra le foglie secche del giardino un lombricone lunghissimo e i bambini sono curiosi, ma anche molto impauriti.

-Maestra ho paura! Aaaaaah!

Una delle bambine si nasconde dietro di me

-Ma no! E’ un lombrico! Sapete cosa fa il lombrico?

-Noooooo – in coro

-Permette all’erba, ai fiorellini e alle piantine di crescere!

-Permette all’erba di crescere??!!! Perchè?

-Lui rimesta la terra e così i semi dell’erba e dei fiori trovano sempre la terra buona dove poter attaccarsi e crescere…vedete questi ricciolini nella terra? Li ha fatti il lombrico girando e rigirando la terra.

Alcuni si fermano un attimo ad osservare l’animale, finchè…

-…Maestra voglio toccare il lombrico.

-Va bene, ma fai attenzione perchè la sua pelle è sottile sottile.

Ecco che il più intrepido allunga un dito e tocca il lombrico.

-Oddio lo hai toccato!!! Com’è??

Chiedono i compagni ancora un po’ intimoriti

-E’ liscio.

-Diamogli un nome!

-Michi! Chiamiamolo Michi!

Lascio i bambini che continuano ad osservare e commentare tra loro ogni movimento di quel povero animaletto.

Spiegare loro che quell’animale che a loro faceva schifo/paura in realtà è utilissimo alla natura ha permesso anche ai più restii di mettere da parte i timori e lasciare spazio alla curiosità, alla voglia di esplorare e di apprendere tramite l’osservazione e il contatto diretto con il lombrico. Grazie Lombrico Michi per la pazienza 🙂

Si parla di apprendimento spontaneo, non delineato nei programmi scolastici, ma sicuramente presente nel curriculum implicito proprio della scuola dell’infanzia.

Si tratta dell’apprendimento più autentico, quello che nasce dalla curiosità spontanea dei bambini, dalle loro domande scaturite dal contatto diretto con le cose e le situazioni. E’ sempre bene raccogliere questi spunti per soffermarsi a riflettere e cogliere l’occasione per imparare insieme:

Nella relazione educativa gli insegnanti svolgono una funzione di mediazione e di facilitazione e, nel fare propria la ricerca dei bambini, li aiutano a pensare e a riflettere meglio, sollecitandoli a osservare, descrivere, narrare, fare ipotesi, dare e chiedere spiegazioni in contesti cooperativi e di confronto diffuso (Indicazioni Nazionali del Curricolo 2012)

 

 

RIFLESSIONE #1

Per la nuova rubrica “2019, missione insegnante” Lo staff di Libera-mente vuole condividere con voi questa prima riflessione arrivataci da un’insegnante.

Cosa le consigliamo? Vi siete mai sentiti come lei?

 

Siamo pronti noi insegnanti a dover misurarci con problemi più grandi di noi?

Quante volte i “nostri” bambini ci mettono davanti a realtà che neanche immaginavamo?

Noi dovremmo essere lì, oltre che in veste di insegnanti, anche come adulti di riferimento, pronti a dire loro che va tutto bene, che possiamo aiutarli in caso di difficoltà, che noi, insieme ai loro genitori, siamo lì per loro e, quindi, di non preoccuparsi troppo.

Beh, ultimamente non credo di essere in grado di fronteggiare tutto questo: i problemi e le situazioni familiari che sto conoscendo e scoprendo pian piano nel corso dell’anno scolastico sono montagne insormontabili in alcuni casi, oppure sono enormi bauli pesantissimi che i bambini saranno destinati a trascinarsi dietro per la vita. In altri casi i bauli non sono ancora bauli, ma valigie che piano piano si stanno riempiendo fino a scoppiare e che io non sono in grado di alleggerire.

Bene, hai disegnato molto bene, il tuo lavoro è molto bello, ma io mi fermo qui. Al massimo un abbraccio se ti può far stare meglio. Ma non ho gli strumenti per aiutarti. Forse non so nemmeno di cosa tu abbia davvero bisogno. Come faccio ad alleggerirti il tuo bagaglio? Come posso aiutarti a scalare la montagna?

Però se vuoi un abbraccio, o ti serve un complimento in più sul tuo bellissimo disegno (che non porterai a casa, ma lascerai a scuola abbandonato nel casellario), va bene. Quello posso farlo.

Sei un insegnante?Vuoi inviarci una tua riflessione da pubblicare sul blog? Scrivici a liberamente.blog1@gmail.com